Olio, Olive e dieta

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L’olio extravergine di oliva e le olive da tavola nella Dieta MediterraneaLa piramide della Dieta Mediterranea

Perché l’essere umano possa svolgere le sue funzioni vitali è essenziale che pur con qualche oscillazione venga mantenuto un equilibrio tra alimenti di gruppi diversi (carboidrati, proteine e lipidi o grassi). I grassi sono sostanze nutritive indispensabili per l’organismo e svolgono un ruolo importantissimo nell’alimentazione. La funzione dei grassi è soprattutto energetica: essi forniscono all’ individuo l’ energia necessaria a portare avanti la sua attività fisica e intellettuale, oltre ad essere una fonte di calore. I grassi costituiscono inoltre il veicolo obbligatorio di alcune proteine (A, D, E, K) che dipendono necessariamente da essi per il loro assorbimento.



I grassi più vantaggiosi per la salute sono quelli monoinsaturi, che andrebbero consumati prevalentemente, in sostituzione dei grassi di altri tipi, sia saturi (ad esempio i grassi di origine animale, l’olio di cocco e di palma) che polinsaturi (olio di semi).
Tra i grassi monoinsaturi un posto di rilievo spettano all’olio extravergine di oliva e alle olive da tavola, ingredienti fondamentali della dieta mediterranea e l’olio extravergine di oliva DOP “Valle del Belice” e le olive da tavola DOP “Nocellara del Belice” che si ottengono esclusivamente dalla cultivar Nocellara del Belice, varietà di olivo autoctona della zona, 
incarnano prepotentemente questi concetti di qualità e benessere.

La cosiddetta “dieta” o “alimentazione mediterranea” è l’insieme di abitudini alimentari caratteristiche dello stile di vita dei popoli del bacino mediterraneo. Un modo di nutrirsi con profonde radici nella tradizione, “riscoperto” grazie a recenti studi sulla prevenzione di alcune malattie che hanno ampiamente dimostrato la presenza nella dieta mediterranea di sostanze effettivamente cardioprotettive   tra le quali un posto di rilievo spetta agli antiossidanti, di cui è ricco l’olio d’oliva.

L’interesse nei confronti di questo tipo di alimentazione sorse negli anni cinquanta, quando il professor Keys, docente di salute pubblica presso l’Università del Minnesota, nello “Studio dei sette paesi” mostrò che gli abitanti di Creta godevano di una speranza di vita superiore a quella registrata negli Stati Uniti e che sull’isola il tasso di mortalità dovuto a patologie cardiache rappresentava solo il 10% di quello statunitense. Queste osservazioni vennero riprese nel 1991 dal professor Willet, direttore del Dipartimento nutrizione della Scuola di salute pubblica di Harvard, che individuò nell’alimentazione mediterranea il modello da seguire in medicina preventiva e elaborò più tardi, nel 1993, la Piramide della dieta mediterranea. Oggi l’interesse nei confronti della dieta mediterranea si è esteso anche ad altre aree geografiche. I paesi più ricchi, insoddisfatti del loro modo di alimentarsi, guardano con interesse alle consuetudini di paesi meno favoriti mentre in questi ultimi, paradossalmente, determinati settori della popolazione, influenzati dalla pubblicità, tenderebbero ad adottare regimi alimentari più tipici dei paesi a reddito alto.

La piramide rappresenta graficamente la dieta mediterranea tradizionale ottimale e si basa sulle abitudini alimentari delle popolazioni di Creta e dell’Italia meridionale intorno agli anni sessanta. Essa illustra chiaramente quali sono i principali gruppi di alimenti e quale deve essere la loro importanza all’interno della dieta. Ogni gruppo di alimenti fornisce parte delle sostanze nutritive necessarie, ma non tutte. Gli alimenti di un gruppo non possono essere sostituiti da quelli di un altro gruppo: tutti sono egualmente importanti per un’alimentazione sana.

I prodotti di base dell’alimentazione mediterranea, partendo da quelli da consumare più spesso e in quantità maggiori, sono i seguenti:

– Cereali: pane (integrale o bianco), pasta, cuscus, e riso sono alimenti di base per la maggior parte dei popoli del Mediterraneo.

– Frutta e verdura: mantengono tutto il loro sapore quando sono di stagione e vengono preparati in modo semplice. In tutto il Mediterraneo a fine pasto si mangia di solito della frutta come dessert.

– Legumi e frutta secca: la cucina mediterranea fa ricorso a una gran varietà di legumi e frutta secca: ceci, lenticchie, fagioli bianchi, pinoli, nocciole, noci, etc.

– Olio d’oliva e olive: l’uso dell’olio d’oliva e dell’olio d’oliva extravergine è tipico in tutto il Mediterraneo. Il primo si usa normalmente per cucinare, mentre il secondo, pur essendo adatto a tutti gli usi, si presta ad essere degustato da solo in modo da apprezzarne meglio l’aroma e il sapore e trarre il massimo vantaggio dai suoi componenti naturali.

– Latticini: formaggio, yogurt e altri latticini; il latte non viene menzionato esplicitamente.

– Pesce: tra le proteine nobili il consumo di pesce figura prima del pollame e delle uova.

Al vertice della piramide figurano gli alimenti il cui consumo è ritenuto meno consigliabile come le carni rosse e sul gradino immediatamente inferiore, i dolci.

–  Un’ attività fisica costante è essenziale per mantenere una buona salute e il peso forma.

– Un consumo moderato di vino è consentito, specie ai pasti (1-2 bicchieri al giorno), ma ha un carattere facoltativo e verrà eliminato qualora comporti un rischio per chi lo assume o per gli altri.

– La piramide tace su un elemento di grande importanza, in mancanza del quale a poco servirebbero : l’atto di mangiare. Anche il piacere della buona tavola e il riposo dopo il pasto fanno parte della filosofia e dello stile di vita del Mediterraneo, e in quanto sane abitudine non vanno sottovalutati.

 La piramide alimentare